Riferimenti Normativi
Descrizione Fondativa
Documento degli Obiettivi
Struttura del piano
Banca Progetti
Osservatorio Urbanistico
S.I.T.
Norme
 

HOME | IL PTC | OBIETTIVI | PROGETTI INTEGRATI | CARTOGRAFIA | FAQ | LINK | CERCA | EVENTI

Illustrazione del Piano Territoriale di Coordinamento: il quadro normativo di riferimento

Procedura di adozione del PTC

Nella legge urbanistica regionale ligure, la procedura di formazione del PTC è disciplinata all'art. 22 ed è strutturata su diverse fasi, specificamente scandite in sede normativa.
Con riferimento ai profili di maggiore rilevanza che compongono tale disciplina, la circolare della Regione Liguria n. 105068/936 del 23 settembre 1997 ha individuato i seguenti:

  1. obbligo di ricorso alle Conferenze di pianificazione di cui all'articolo 6;
  2. estensione al PTC provinciale dell'obbligo di dimostrazione della sostenibilità ambientale delle proprie previsioni di trasformazione territoriale a carattere localizzativo mediante elaborazione del pertinente studio;
  3. l'individuazione di una speciale procedura per l'approvazione delle eventuali proposte di variante al PTR;
  4. la natura di atto 'semplice' attribuita al PTC, in quanto non sottoposto ad approvazione regionale, risultando l'intervento della Regione circoscritto all'espressione di un mero parere, che, per di più, sarà vincolante con esclusivo riferimento alle indicazioni prescrittive del PTR, alla valutazione sia degli eventuali approfondimenti dello studio di sostenibilità ambientale come sopra indicato sub lettera b), sia delle eventuali proposte di variante al PTR come da successiva lettera c) nonchè, in sede di formazione del primo PTC provinciale, qualora pervenga all'Amministrazione regionale nelle more di formazione del PTR (art. 79, comma 2, lett. c).

Infine, l'art. 23 si dà carico di definire le procedure di aggiornamento, di verifica dell'adeguatezza e di variazione del PTC provinciale, anche in sede di formazione del PUC, in un quadro di reciproco adattamento dei piani di diverso livello.
Sembra opportuno rilevare quanto segue in merito alla particolare efficacia giuridica e prescrittività degli stessi, anche e soprattutto con riferimento alle differenti fasi in cui si svolge il procedimento di pianificazione territoriale provinciale.

Nella struttura del PTC è, infatti, contenuto anche l'apparato normativo che traduce in disposizioni i contenuti strutturali del piano stesso e ne indica i margini di flessibilità, le componenti modificabili e i diversi livelli di efficacia.
Infine, in coerenza con il loro carattere direttamente conformativo del territorio, alle tipologie di prescrizioni disciplinate all'art. 21, comma 1, lett. c) e comma 2, l'art. 21, comma 4, della l.r. n. 36 del 1997 ricollega l'entrata in vigore di specifiche misure di salvaguardia a decorrere dalla notifica della deliberazione di adozione del PTC provinciale provinciale e fino alla sua approvazione ovvero fino all'adozione dei conseguenti atti di adeguamento nel caso di cui al comma 1, lettera c), ma comunque non oltre il termine di tre anni.
Tale disposizione legislativa prevede, infatti, che successivamente a tale momento:

  1. non possono essere approvati PUC, PUO e strumenti urbanistici in genere nelle parti in cui si pongano in contrasto con i contenuti prescrittivi del PTC provinciale indicati nei commi 1, lettera c) e 2;
  2. è sospesa ogni determinazione nei confronti delle istanze relative ad interventi edilizi che contrastino con tali contenuti '

Solamente al momento di tale adozione, quindi, il piano dispiega i suoi effetti giuridici - seppure limitatamente alla c.d. salvaguardia - mentre antecedentemente a tale provvedimento gli atti costitutivi fino ad allora adottati potranno produrre conseguenze giuridiche solo limitatamente all'espressione del parere provinciale sui Piani urbanistici comunali nella fase transitoria di applicazione della L.U.R. n. 36/1997 (secondo quanto previsto dall'art. 80 della medesima legge).
Oltre ciò, gli elementi costitutivi fino ad ora adottati potranno costituire un valido supporto per lo svolgimento della preminente funzione di collaborazione, promozione e coordinamento dei Comuni che l'art. 19, comma 2, del D.Lgs. n. 267/2000 attribuisce alla Provincia per la realizzazione di opere di rilevante interesse provinciale nei settori economico, produttivo, commerciale, turistico, sociale, culturale e dei servizi.

 
torna