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Illustrazione del Piano Territoriale di Coordinamento: il quadro normativo di riferimento

Agenda XXI e la sostenibilità ambientale

La L.U.R. 36/97 configura il concetto della sostenibilità ambientale come principio guida di tutti gli elementi costitutivi del PTC (Descrizione Fondativa, Documento degli Obiettivi, Struttura del Piano) e, in generale, della pianificazione territoriale a tutte le scale, prescrivendo che le scelte contenute nei piani dovranno attenersi al minimo consumo delle risorse territoriali e paesistico-ambientali disponibili, con particolare riguardo a quelle irriproducibili e a quelle riproducibili a costi elevati e a lungo termine.

Il concetto in esame, inteso come politica di protezione e razionale uso del patrimonio ambientale, 'persegue quindi finalità di qualificazione ambientale e funzionale del territorio ligure con prioritario riguardo alle esigenze di definizione di un complessivo progetto di ricomposizione e di riassetto ambientale comprensivo del recupero e della conservazione dei peculiari elementi qualitativi e della identità storico-culturale del paesaggio'.

A questo proposito il documento Agenda XXI (sottoscritto dalle Nazioni Unite nel 1992) rappresenta lo strumento-guida per raggiungere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Il documento definisce le finalità, gli obiettivi, gli strumenti e le azioni da intraprendere al fine di dare applicazione ai principi di integrità dell'ecosistema, di equità sociale e di efficienza dell'economia.

Con decisione della Giunta Regionale del 10 Luglio 1998 la Regione Liguria ha intrapreso l'elaborazione dell'Agenda XXI regionale che recepisce gli indirizzi internazionali, comunitari e nazionali in materia di sviluppo sostenibile.

Per il PTC l'Agenda XXI della Regione Liguria rappresenta quindi un valido documento di riferimento per la definizione dei campi d'indagine ambientali, delle politiche, degli obiettivi e degli indicatori di sostenibilità, mentre Province e Comuni dovranno attivarsi per definire le proprie politiche ambientali ed elaborare le Agende XXI locali, per le quali gli studi e le valutazioni ambientali svolti nell'ambito della Descrizione Fondativa del PTC, possono rappresentare un'adeguata base.
Analogamente, un utile parametro normativo di riferimento può essere costituito dall'art. 5 del D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, avente ad oggetto 'Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonchè della flora e della fauna selvatica', che detta disposizioni sulla valutazione di incidenza della valenza naturalistica-ambientale dei siti di importanza comunitaria destinata a trovare applicazione in sede di pianificazione e programmazione territoriale.

Il Documento Politico Programmatico dell'Amministrazione Provinciale propone il 'patto della sostenibilità ambientale' e la cooperazione tra gli enti locali, formulando l'indirizzo generale della sostenibilità dello sviluppo e proponendo il ricorso agli accordi volontari per ridurre i carichi ambientali ed alle valutazioni di impatto ambientale.
La LUR affida, quindi, al PTC il compito di illustrare il grado di stabilità ambientale e la suscettività alle trasformazioni, attraverso la Descrizione Fondativa, per individuare gli ambiti atti alla rigenerazione ecologica, al disegno di tutela e di conservazione ambientale, per coordinare, confrontare e valutare gli interventi di trasformazione sul territorio, attraverso il Documento degli Obiettivi e la Struttura del Piano, nonchè lo Studio di sostenibilità ambientale.

Il PTC assume pertanto i seguenti obiettivi generali:

regolare il consumo delle risorse sulla base della conoscenza sistematica del territorio, dell'ambiente e del paesaggio;

gestire le risorse ambientali assicurandone la riproducibilità a lungo termine;

governare gli effetti delle trasformazioni territoriali in modo da ridurre gli squilibri ecologici e ambientali, affinchè lo sviluppo delle comunità attuali non comporti un rischio per le generazioni future.

 
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