Riferimenti Normativi
Descrizione Fondativa
Documento degli Obiettivi
Struttura del piano
Banca Progetti
Osservatorio Urbanistico
S.I.T.
Norme
 

HOME | IL PTC | OBIETTIVI | PROGETTI INTEGRATI | CARTOGRAFIA | FAQ | LINK | CERCA | EVENTI

Illustrazione del Piano Territoriale di Coordinamento: la Descrizione Fondativa-Rapporto Esplicativo

Aspetti demografici

Due sono gli aspetti che connotano le dinamiche della popolazione residente savonese: il decremento demografico ed il suo progressivo invecchiamento. E' da circa 25 anni che la popolazione savonese si contrae. Dal 1976 (data di inizio della flessione demografica) al 1998 la perdita è stata di 25.754 residenti.

Le cause del saldo demografico negativo vanno imputate ad un saldo naturale negativo ed alla presenza di un saldo migratorio che, se pur positivo, non è riuscito, nel corso del tempo, a controbilanciare la negatività del primo.

In riferimento al saldo naturale la differenza fra nati vivi e morti assume valori negativi a partire dal 1973 e via via crescenti fino a raggiungere le -2.000 unità annuali.

Dal confronto fra i tassi di natalità registrati nel 1998 nelle diverse province liguri emerge come la provincia di Savona si configuri per presentare uno dei più bassi tassi di natalità. La graduatoria decrescente effettuata sui valori assunti dal tasso di natalità (elaborati da Istat) in tutte le province italiane evidenzia come la provincia di Savona assuma la 100 ma posizione (su 104 province) seguita da La Spezia, Alessandria, Trieste e Ferrara.

Per contro il tasso di mortalità registrato sempre nel 1998 in provincia di Savona risulta fra i più elevati nel contesto ligure (a parimerito con Genova) e la provincia di Savona assume la quarta posizione nella graduatoria decrescente calcolata sulla base dei tassi di mortalità per tutte le province italiane, dopo Trieste, Alessandria ed Asti.

Il saldo migratorio risulta, invece, positivo con un valore registrato nel 1998, di poco superiore alle 1.300 unità e quindi non in grado di bilanciare la negatività del saldo naturale.

Fra gli immigrati prevalgono quelli provenienti da altri comuni italiani (+8461 unità nel 1998) rispetto a quelli provenienti dall'estero (+699 unità). Fra tutte le province italiane quella di Savona è alla 39 ma posizione nella graduatoria decrescente effettuata sulla base dei valori assunti dal saldo migratorio per tutte le province italiane, evidenziando, quindi, un'attrattività media di flussi di popolazione.

I movimenti anagrafici su evidenziati hanno condotto a modificare la struttura della popolazione residente. Così la minore natalità, già presente negli anni '70 ed '80, ha contratto non solo l'incidenza percentuale delle classi giovanili (0-14 anni), ma ha altresì prodotto una diminuzione del peso % della classe centrale (15-64 anni), in altre parole della classe con potenziale riproduttivo e che fornisce la forza lavoro complessiva. Per contro è , invece, evidente l'incremento progressivo degli ultrassessantacinquenni che hanno aumentato, fra il 1991 ed il 1998, di quasi 4 punti percentuali il peso della popolazione complessiva.

In particolare fra il 1991 ed il 1998 la classe di età giovanile compresa fra i 15 ed i 24 anni passa da 12,91% nel 1991 a 8,82% nel 1998 (-4 punti percentuali). Anche l'incidenza di tale classe di età sulla forza lavoro evidenzia una perdita di incidenza: da 19,01% nel 1991 a 13,56% nel 1998. Il risultato è l'ampliamento della forbice fra le classi di età: per 100 residenti ultrassessantacinquenni nel 1991 erano presenti 59 giovani, nel 1998 gli stessi sono poco più di 32.

Il calo demografico non ha interessato indistintamente tutti i territori della provincia, ma ha riguardato in maniera particolare il comune capoluogo ed i comuni costieri. In particolare il comune di Savona registra una perdita del -10,8% fra il 1981 ed il 1991 e del -6,07% fra il 1991 ed il 1998. Gli altri comuni costieri hanno fatto registrare una perdita elevata (-4,07%) fra il 1981 ed il 1991 ed una contrazione più contenuta fra il 1991 ed il 1998 (-0,65%).

Per contro i comuni dell'entroterra hanno fatto registrare nel complesso una situazione di crescita demografica.

Le cause del decremento demografico delle città ed in particolare del Comune capoluogo è stato imputato allo sgretolamento del modello produttivo creatosi negli anni '60 e che aveva costituito il fattore determinante per l'urbanizzazione delle città. Tale fenomeno che ha interessato, in maniera più o meno accentuata, tutti i centri di grandi dimensioni è stato l'avvio di un processo di ripensamento del ruolo delle città, dell'individuazione di nuovi fattori, economici, culturali in grado di svolgere un ruolo attrattivo.

I tradizionali quattro ambiti provinciali hanno evidenziato, sempre nel periodo considerato, dinamiche differenziate.

L'Albenganese si configura come l'unico ambito della provincia di Savona a far registrare un incremento della popolazione avvenuto sia nei comuni costieri complessivamente considerati che in quelli dell'entroterra. Le performance positive dell'Albenganese sono determinate da un saldo migratorio positivo e superiore a quello naturale negativo.

Nel Finalese la popolazione residente rimane stabile con perdita di quota di residenti dei comuni costieri (-2,04% fra il 1991 ed il 1998) ed aumento di quella dell'entroterra (+9,59%). Anche in questo caso il saldo migratorio risulta positivo e maggiore del valore negativo registrato nel saldo naturale. E' anche vero che l'area si configura come una delle 'mete' privilegiate della 'residenza fittizia', ovvero di proprietari di seconde case che, per motivi economici, hanno optato per il trasferimento della residenza nel comune sede della abitazione secondaria.

Il Savonese fa registrare la perdita di popolazione più consistente (-4,0%), imputabile a contrazioni sia nei comuni costieri (-4,36%) che in quelli dell'entroterra (-2,79%). Il saldo migratorio è positivo, ma assume valori decisamente inferiori a quello naturale per cui il saldo demografico risulta negativo.

Anche in Val Bormida la popolazione si contrae (-1,20%) per effetto di un saldo demografico negativo, anche se sussistono alcuni comuni in cui si registra un incremento (Cosseria 5,75%).

Nel corso degli anni '90 si è assistito ad un aumento del numero di famiglie per effetto non tanto di costituzione di nuovi nuclei famigliari, quanto piuttosto per la polverizzazione di quelli già esistenti (costituzione di famiglie unipersonali, generalmente anziani soli). Quanto detto trova conferma nella diminuzione del tasso di nuzialità Tale andamento della provincia di Savona sembra essere un fenomeno comune anche ad altre aree dell'Italia del Nord .

Le modificazioni nella struttura della popolazione hanno avuto effetti di contrazione dell'utenza scolastica. Il tasso di scolarizzazione in provincia di Savona rimane, comunque, sempre molto elevato. Il rapporto fra la popolazione in età 15-18 anni ed il totale degli iscritti evidenzia una % dell'80,4%, vale a dire che su 100 giovani compresi in tale fascia di età, oltre 80 proseguono negli studi.

 
torna