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Illustrazione del Piano Territoriale di Coordinamento: la Descrizione Fondativa-Rapporto Esplicativo

Piano di sviluppo della Provincia di Savona e PTC

Nell'attivare il Piano di Sviluppo la Provincia deve fare riferimento ai programmi d'intervento e ai finanziamenti promossi dai vari Enti quali l'Unione Europea, lo Stato e le Regioni nonché farsi promotore di impegni di capitali privati;

il quadro delle risorse finanziarie disponibili per questo tipo di programmazione comprende:

  • l'Obiettivo 2- Riconversione economico-sociale delle zone in difficoltà strutturale; per il periodo 2000-2006,comprendente anche l'accompagnamento all'uscita delle zone "phasing out";
    i contributi provenienti da strumenti di concertazione come i Patti Territoriali;
  • il finanziamento di progetti sperimentali di sviluppo per le aree interne previsti dalla legge regionale sulle Comunità Montane;
  • il Piano di Risanamento delle aree ad elevata concentrazione industriale, in collaborazione Regione Liguria-Ministero dell'Ambiente;
  • il Programma di Sviluppo per l'area di crisi di Savona, in base alla L. 19 luglio 1993 n° 236, ex art. 1 ter;
  • il Programma Regionale di Sviluppo Rurale;
  • i Contributi derivati dal Fondo Sviluppo della commissione mista Regione-Province;

Per ottenere un'equilibrata ed ottimale allocazione delle risorse la Provincia ricorre agli strumenti di semplificazione: in primo luogo ai Patti Territoriali, uno strumento di programmazione negoziata che, come definito dalla L. 662/96 costituisce "l'accordo, promosso da enti locali, parti sociali o da altri soggetti pubblici o privati […] relativo all'attuazione di un programma di interventi caratterizzati da specifici obiettivi di promozione dello sviluppo locale", da realizzare per mezzo di progetti produttivi e infrastrutturali.

Il Patto coinvolge diversi segmenti socio-economici e si adegua alle esigenze dei settori interessati, non comprendendo soltanto aree depresse (ob. 2 o 5b) ma in generale quei territori che dimostrino una forte volontà di realizzare iniziative per rivitalizzare l'aspetto economico.

L'inserimento di progetti di investimento nel Patto consente all'imprenditore che aderisce di godere di determinati vantaggi come l'attivazione di contributi, lo snellimento procedurale nelle pratiche urbanistico-edilizie per l'ottenimento di permessi, garanzie di crediti concessi dalle banche e realizzazione di infrastrutture connesse. La richiesta di contributi può essere effettuata dai comuni che appartengono all'Obiettivo 2 e 5b del Reg. CEE 2081/'93.

Sulla base del Patto Territoriale con competenze statali,che può presentare l'inconveniente di una procedura piuttosto rigida e laboriosa, si sta proponendo la definizione di un Patto a responsabilità locale come metodo per la realizzazione degli obiettivi e indirizzi del piano di Sviluppo Provinciale.

Questo dovrà essere sottoscritto dai soggetti aderenti all'attuale Patto, condiviso e sostenuto dalla Regione.

In attesa che si concretizzi l'attività del Patto, un altro strumento altrettanto efficace è lo Sportello Unico Attività Produttive che mette in rapporto gli imprenditori con gli Enti Pubblici con lo scopo di semplificare le procedure per la definizione delle attività imprenditoriali.

La Regione Liguria tramite la legge 9/1999 ha esteso il sistema dello Sportello Unico a tutte le attività produttive, definendo poi un modello procedurale basato sulle Conferenze dei Servizi da tenersi in sede referente e decisionale.

Uno degli obiettivi del Piano di Sviluppo della Provincia di Savona è il favorire l'attivazione degli Sportelli Comunali, supportando da un lato l'attività degli Enti nella fase di avvio, e dall'altro definendo una struttura interna in modo da costituire un unico interfaccia con gli Enti Locali.

Alcune considerazioni sono d'obbligo riguardo i progetti presentati in sede di Sportello Unico: innanzitutto pochissime sono le imprese, anche a livello industriale, che si siano avvalse di questa procedura di semplificazione, mentre risulta che sono soprattutto le aziende di tipo turistico-ricettivo ad aver colto lo strumento dello Sportello Unico, anche se spesso con progetti di entità modesta quali ristrutturazioni, piccoli ampliamenti

Occorre inoltre segnalare gli strumenti di programmazione nazionale per gli interventi sul territorio: i programmi complessi che hanno avuto avvio con i programmi integrati, seguiti dai programmi di recupero urbano, di riqualificazione urbana, dai contratti di quartiere. Questi strumenti stanno influenzando i modi di governare e di attuare alcuni processi di trasformazione nelle città e strategie di intervento sulle "aree urbane degradate".

Sono strumenti di programmazione negoziata che prevedono l'accordo tra più soggetti, pubblici e privati, su un piano di sviluppo del territorio urbano. I soggetti promotori sono gli enti locali, che stringono intese con enti pubblici, associazioni di categoria, imprese e investitori che intendono partecipare con proprie nuove iniziative imprenditoriali allo sviluppo dell'area o delle aree prescelte dagli enti locali.

Essi introducono alcuni nuovi elementi nelle pratiche di pianificazione e che possono avere - come alcuni casi stanno già evidenziando - effetti rilevanti nel modo di pensare le interazioni tra i soggetti pubblici e privati, tra gli attori "forti" e gli attori "deboli", e la convergenza di risorse pubbliche e private. Alla caratteristica contrattuale si affianca in alcune esperienze la dimensione di valorizzazione delle identità locali degli interventi, promuovendo forme nuove di valorizzazione delle specificità dei contesti economici e sociali.

Si può affermare che si tratta di una stagione tutt'altro che conclusa, che ha visto, nello scorso anno, l'introduzione da parte del Ministero dei Lavori Pubblici, di una nuova generazione di programmi operativi, i cosiddetti PRUSST (Programmi di Riqualificazione Urbana e di Sviluppo Sostenibile del Territorio). Il nuovo strumento, inizialmente finanziato con i fondi dei vecchi programmi di riqualificazione urbana rimasti inutilizzati, mira ad elevare la capacità progettuale e gestionale dei Comuni nella prospettiva di prepararli a cogliere le opportunità legate all'introduzione, nell'ambito della riforma dei fondi strutturali, di azioni centrate sulla dimensione urbana all'interno dei nuovi quadri comunitari di sostegno.

Dal punto di vista dei contenuti, il riferimento è ai precedenti Programmi di riqualificazione urbana (PRU), se pur con un maggiore spazio per gli interventi sulle infrastrutture e per lo sviluppo economico. Per altri aspetti, come le regole gestionali, il programma appare modellato sulla falsariga dei programmi comunitari: proprio in considerazione della complessità della progettazione e gestione di questo genere di interventi è previsto infatti il finanziamento di attività di assistenza tecnica, monitoraggio, diffusione dei risultati ed è istituito un apposito comitato di sorveglianza con il compito di seguirne la sperimentazione. L'apprezzamento da parte della Commissione Europea al Governo Italiano si colloca in questa logica.

La rilevanza di questi strumenti di programmazione rispetto al PTC riguarda due aspetti

Il primo consiste nella necessità di attivare forme di coordinamento tra interventi progettuali e soggetti pubblici e privati, in modo da garantire e verificare la coerenza con le linee di pianificazione e le ricadute su tutte le componenti di organizzazione del territorio.

Il secondo aspetto appare rilevante per il contesto savonese. E' stato valutato positivamente - e quindi finanziato in questa prima fase - il Prusst presentato da Comune di Savona. Si tratta di uno strumento mirato alla riqualificazione del fronte mare tra Savona e Albissola, e più precisamente tra il torrente Letimbro e il torrente Sansobbia. All'interno del PRUSST sono stati selezionati circa cinquanta interventi, di piccole e medie dimensioni, di cui sono promotori gli enti pubblici, l'autorità portuale di Savona e alcuni soggetti privati.

Da molte parti è stato sottolineato il carattere profondamente innovativo di questi strumenti rispetto alla dimensione strategica e a quella negoziale, ma soprattutto appare rilevante l'avervi inserito la dimensione "contrattuale", all'interno di uno spazio politico - decisionale, propositivo, progettuale, realizzativo - che il Comune apre all'intervento delle popolazioni delle aree degradate insieme ad altri interlocutori pubblici e privati, interessati ad aggiungere risorse al finanziamento statale o europeo.

Superata l'enfasi posta negli anni Ottanta sugli effetti rigenerativi dei grossi interventi edilizi sui tessuti urbani ad elevata valenza simbolica e sulla loro capacità di attivare altre operazioni economiche e di riqualificazione, sono riemersi i temi relativi al recupero del patrimonio edilizio esistente e dei vuoti urbani, in un contesto di incapacità cronica economica e finanziaria delle pubbliche amministrazioni. E' con l'inizio degli anni Novanta che si propongono nuove forme di finanziamento mirate ad approcci strutturali e coordinati e prendono forma i programmi integrati (o programmi complessi).

In questo senso il contributo dato alla pianificazione urbanistica dai PRUSST è quello che costringe ad individuare modalità di intervento sul territorio in cui le opere infrastrutturali e di servizio sono viste non in modo settoriale, bensì integrate a politiche urbanistiche e di investimento per lo sviluppo.

Da più parti è stato sottolineato il carattere sperimentale dei PRUSST, che prefigura il passaggio da uno strumento di programmazione eccezionale ad uno ordinario. Tale carattere sperimentale allude alla riproposizione di programmi complessi analoghi, che potranno essere banditi a breve termine, in modo da supportare con continuità ed in forma integrata gli interventi territoriali, sulle reti e sulle infrastrutture di trasporto, che necessitano di un provvedimento se non ordinario, quanto meno continuativo nel tempo.

Sintesi

Il PTC considera in un disegno complessivo le pianificazioni, anche settoriali, degli altri livelli di governo del territorio e dei loro programmi di sviluppo e con riferimento alla conoscenza acquisita nella Descrizione Fondativa stabilisce le politiche di settore per l'organizzazione del territorio.

Solo indirettamente il PTC può intervenire su fenomeni demografici, economici e culturali, dove le scelte e le misure più efficaci appartengono a settori dell'attività amministrativa diversi da quelli della pianificazione del territorio con i quali si dovranno coordinare le politiche e gli obiettivi del piano.

 
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