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Obiettivi Strategici

Promozione delle condizioni della sicurezza territoriale

I Pericoli naturali
La difesa del suolo

  1. Tutelare la salute e l'incolumità dei cittadini, e salvaguardare le condizioni di sicurezza delle attività antropiche nelle aree già oggi insediate e che ricadono entro zone in cui sussistono pericoli naturali (inondazione, frane, rischio sismico).

  2. Perfezionare il grado di conoscenza dei meccanismi che presiedono ai singoli fenomeni naturali e della loro distribuzione sul territorio, allestendo ed aggiornando un censimento dei territori soggetti a pericoli naturali.

  3. Predisporre i necessari provvedimenti pianificatori per evitare insediamenti in zone critiche e fissare le condizioni per un adeguato uso del suolo in tali zone.

  4. Attuare le indicazioni, le prescrizioni dei Piani di Bacino e gli interventi di risanamento e prevenzione previsti.

  5. Coordinare l'azione e gli interventi dei Piani di Bacino con le previsioni degli strumenti di pianificazione ambientale e territoriale con particolare riferimento ai progetti integrati d'ambito del PTC.

  6. Garantire uniformità e qualità di giudizio della macrozonizzazione sismica, attraverso lo sviluppo di una ricerca condotta alla scala e con la strumentazione idonea, e da personale specializzato, che possa fornire esiti di buona qualità.

  7. Determinare l'entità e la tipologia delle limitazioni all'insediamento imposte dalle condizioni fisiche, in relazione alle condizioni di rischio sismico.

  8. Sviluppare azioni integrate di monitoraggio ambientale.



La difesa del suolo
Obiettivi rischio sismico

  1. verificare che siano svolte indagini geologiche, geomorfologiche ed idrogeologiche in sede di formazione degli strumenti urbanistici generali ed attuativi per i Comuni soggetti a rischio sismico e che tali indagini siano integrate con le "mappe di rischio" di cui alla legge regionale 21/7/1983;

  2. coordinare Amministrazioni Pubbliche, Protezione Civile e popolazione (cittadini) per predisporre le mappe di rischio, realizzare programmi di previsione, prevenzione e piani di emergenza;

  3. organizzare strutture permanenti di protezione civile, assicurando per queste strutture una reperibilità continuativa;

  4. promuovere una politica di prevenzione.


I Pericoli Tecnologici
Il Rischio Industriale

  1. Minimizzare gli effetti dell'incidente sui tessuti edlizi, sulle persone e sull'ambiente circostante con opportune scelte localizzate e con politiche di prevenzione e di informazione coordinate tra gli Enti Locali e le Autorità competenti.

  2. Minimizzare le probabilità che accada l'incidente attraverso opportune implementazioni tecnologiche e di sicurezza dei processi di produzione e di stoccaggio.

  3. Coordinare le indicazioni del PTC con le attività di programmazione e pianificazione di protezione civile per:
    - rendere più efficienti le misure e le infrastrutture per la pianificazione di emergenza con una corretta localizzazione dei presidi di emergenza;
    - individuare le aree dove ubicare presidi di emergenza in relazione alla maglia della viabilità e alla accessibilità al luogo del probabile incidente;
    - promuovere i piani di sicurezza fuori dagli impianti e coordinare i soggetti interessati.

  4. Ricollocare gli insediamenti industriali all'esterno dei grandi centri abitati eliminando così concentrazioni delle produzioni e riutilizzando, dopo la bonifica, i terreni per uso civile.

  5. Superare le politiche di "vincolo" alle attività che si svolgono sul territorio e promuovere politiche integrate di sostenibilità ambientale per il raggiungimento dei massimi livelli di sicurezza perseguibili.

  6. Formare, attraverso il SIT del PTC, un quadro conoscitivo ed interpretativo della situazione provinciale e delle condizioni di rischio con i Comuni e i gestori degli stabilimenti finalizzato anche al supporto delle attività e degli interventi di protezione civile.

  7. Codificare specifiche azioni di promozione della sicurezza territoriale.

  8. Promuovere la riduzione dei fattori di rischio fornendo indicazioni ai Comuni per la formazione degli strumenti urbanistici.

  9. Promuovere progetti integrati e/o di riabilitazione urbana per ridurre i fattori di rischio e delocalizzare gli impianti esistenti.

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